Alghero: Parco regionale di Porto Conte

Punta Cristallo all'interna del Parco di Porto Conte Punta cristallo 2
Punta Cristallo 3 

L'area protetta del Parco di Porto Conte è stata istituita con la legge regionale del 27 gennaio 1999. L'intervento era ormai divenuto indispensabile al fine di salvaguardare questo vera e propria ricchezza naturale dato che l'area, negli ultimi secoli era stata sfruttata in modo assolutamente indiscriminato. Già ai primi del '900, infatti, già non esisteva più la foresta della Nurra distrutta dai carbonai e dalla continua esigenza di trovare nuove aree per l'agricoltura. Il culmine del degrado si raggiunse alla fine degli anni '60 quando un incendio distrusse l'intera vegetazione in loc. Capo Caccia.  Nacque così l'idea di istituire "l'arca di Noè" al fine di tutelare e di ricostruire il patrimonio naturale ormai andato perso. Furono così impiantate foreste di pino d'Aleppo e pino domestico e immessi i cavallini della Giara e gli asinelli bianchi che con il tempo l'hanno resa una delle aree più interessanti per gli studi naturalistici.  Il Complesso Demaniale di Porto Conte si divide in diverse aree. In primo luogo la loc.Baratz che ricade nel territorio del Comune di Sassari.  Poi abbiamo le località di Punta Giglio, quella di Capo Caccia e quella del Monte Doglia ( che rientrano nell' Area Marina Protetta di Capo Caccia e Punta Giglio istituita con la legge n° 979/82). L'area centrale del Parco è, invece, nota come foresta demaniale di Porto Conte o anche "Arca" che, era già stata dichiarata Oasi permanente di protezione faunistica con la Legge Regionale n° 23/98). Il Parco di Porto Conte è curato e gestito dal Corpo Forestale della Regione Sardegna. Offre aree attrezzate e punti di ristoro oltre che fantastici sentieri per il trekking. Con il preventivo consenso del personale forestale (l'ingresso, gratuito, è consentito a tutti dopo il rispetto di alcuni semplici e basilari adempimenti amministrativi: occorre semplicemente lasciare un documento di identità e dichiarare il numero di persone) è consentito raggiungere zone normalmente precluse per fini conservativi, come quella alle pendici del monte Timidone e parte dell’area di Cala della Barca.

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