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Paesi di Alghero e Bosa e dintorni

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Alghero

Alghero, anche nota ai cugini catalani come 'Barceloneta', è il centro, il più caratteristico di quel tratto di Sardegna conosciuto con il nome di Riviera del Corallo. Caratteristica saliente del litorale di Alghero, che si estende per circa 80 chilometri è, infatti, un mare color smeraldo che bagna tante piccole e solitarie calette, che si alternano a bianche spiagge adorne di fitte pinete e a scogliere frastagliate. Grazie al  suo mare, e alla sua storia, che sempre dal mare trae origine, Alghero è stata la pionera del turismo in Sardegna. Tale attività, infatti, è stata sviluppata dagli algheresi sin dalla fine dell'800 ed ancora oggi rende "Alguer" la città con maggiori tradizioni d'ospitalità e potenzialità turistica di tutta la Sardegna. Vocazione turistica che nasce dal mare e che dal cielo, oggi trae la sua fortuna. Si intende ovviamente fare riferimento al piccolo aereoporto di Fertilia, e alle tante offerte delle compagnie aeree low coast che ogni anno fanno atterrare nella riviera del corallo migliaia di turisti. Tante altre informazioni sono ancora reperibili sul sito ufficiale del comune: www.comune.alghero.ss.it  

Bosa
La pittoresca cittadina di Bosa, che costituisce il principale centro della sub-regione della Planargia, sorge ai margini del fiume Temo. Ques'ultimo, quindi, costituisce l'anima di Bosa. Esso, infatti, è l'unico fiume navigabile di tutta la Sardegna ed è quindi facile immaginare l'importanza che esso possa avere avto per le popolazioni che sin da tempi più antichi hanno abitato queste terre. Peraltro, le notizie in merito ai centri fenicio punici oltre che romani da cui Bosa trae origine sono piuttosto scarse. Un'antica epigrafe fenicia documenta l'esistenza di un centro fenicio-punico nelle immediate vicinanze della foce del Temo. Si sa inoltre che un centro di origine romana sorse più a monte lì dove ora sorge la Cattedrale di San Pietro. Bosa è sicuramete una delle cittadine più ricche di storia e di cultura della Sardegna. E di fatti degni di menzione sono i tanti monumenti che la abbeliscono e la rendono affascinante: dal Castalle dei Malaspina, risalente al 1112 d.C. edificato sul colle di Serravalle, il quartiere medioevale di "Sa Costa", i bellissimi palazzi del corso Vittorio Emanuele, "Sas Conzas", ossia le concerie, antichi edifici per la lavorazione delle pelli, le splendide chiese di San Pietro, la Cattedrale della Beata Vergine Maria Immacolata, il Convento del Carmine, le chiese di Santa Croce e di Santa Maria del Mare, solo per citarne alcune. Tante altre informazioni sono ancora reperibili sul sito ufficiale del comune: www.comune.bosa.nu.it 
Villanova Monteleone

Il paese di Villanova Monteleone sorge nella sardegna del nord-ovest. Il suo territorio, che ha un'estensione di oltre 200 km quadrati, presenta un alternanza di declivi e vallate. Difatti, sebbene Villanova Monteleone si trovi a quasi 600 metri di altitudine, si trova vicino al lago del Temo e annovera all'interno del suo territorio anche le spiagge della località di Poglina. Peraltro, il tratto costiero di Villanova Monteleone, che si estende per circa 14 km, è costituito da alte coste frastagliate , con strapiombi anche di 500 metri sul livello del mare. Il rilievo più significativo raggiunge i 718 metri in località “Pedra Ettori”. Tra i rilievi principali si ricordano il Monte Fettone, Monte Fulcadu, Monte Cuccu e, infine il Monte Ruju. Nel territorio di questo comune si rinvengono numerose tracce che ne testimoniano la frequentazione umana dai tempi più antichi. Lo dimostrano le numerose domus de janas (traduzione letterale dal sardo "case delle fate") nelle località “Badde Filighe” e di “sa loa de Tiracassu”. Da segnalare in particolare lail rivenimento di alcuni antichi grafitti sulla roccia oltre che i siti archelogici di "Nuraghe Appiu" di "Nuraghe Badde Chera”. L’economia del paese è basata, prevalemntemente, sulla pastorizia. Modestamente diffusa è invece la coltura della vite è la più diffusa mentre di particolare rilievo è l’estrazione del sughero. Infine da segnalare sono il Santuario di Interrios, a 3 km dal paese sulla strada per Bosa, il Palazzo Comunale con riconoscibile per la caratteristica torre dell'orologio costruita alla fine dell'Ottocento, e su Palatu 'e Sas Iscolas (il palazzo delle scuole) costruito alla fine dell'Ottocento e che ha ospitato le scuole sino alla fine degli anni settanta.

Montresta
Il piccolo centro di Montresta con i suoi 650 abitanti circa, sorge a 405 metri sopra il livello del mare. E' un paese rurale della Planargia situato nei pressi  del monte Navrino, circondato da sugherete e macchia mediterranea. Il paese ha origini piuttosto recenti risalenti al 1746 d.C. e legate alle sorti di un piccolo insediamento greco di circa 52 famiglie provenienti dalla Corsica che battezzarono la colonia con il nome di Villa San Cristoforo. Oggi Montresta è un paese ad economia essenzialmente agro-pastorale conosciuto in tutta la Sardegna per la produzione di meravigliosi cestini in asfodelo rafia e palma. Dal punto di vista del patrimonio storico-culturale, Montresta vanta i resti i resti di una chiesa Benedettina presso il santuario della Madonna di Interrios, i resti del nuraghe "Badu de sa rughe", alcune Domus de janas, i resti di una fortezza e di una torre quadrata presumibilmente Cartaginese, l'antica chiesa di S. Cristoforo. Tante altre informazioni sono ancora reperibili sul sito ufficiale del comune: www.comune.montresta.nu.it 
Suni

Suni, il cui nome deriva dall'antico termine Asùni (ossia custode di cavalli ed asini) è un centro di circa 1.200 abitanti. Geograficamente localizzato nella Planargia, si affaccia sulla valle di Modòlo ossia la valle del vino "Malvasia" (e difatti  il comune di Suni ha aderito all'organizzazione "La Strada del vino Malvasia di Bosa", promossa dalla Comunità Montana Marghine-Planargia). Grazie al clima particolarmente mite di cui gode, si trova infatti a soli 6 Km dal mare, fu popolato sin dalla preistoria. All'interno del suo territorio, non a caso si trovano diverse aree archeologiche tra cui possiamo ricordare quelle che comprendono le domus de janas di Chirisconis (che sorgono lungo la S.S. 292), il Nuraghe Nuraddeo e il Nuraghe Seneghe (loc. Noeddas nella vallata di Modolo) facilmente visitabili anche grazie ad apposite cooperative che si occupano della loro gestione. Tornando, invece, a tempi relativamente più recenti, di particolare interesse è  la Casa Museo "Tiu Virgilio",  situata nel cuore del paese  e al cui interno è stato allestito un museo dedicato alla "tecnologia contadina". Il territorio di Suni offre anche la possibilità di affascinanti escursioni naturalistiche. In primavera e nei primi mesi dell'estate è possibile visitare lo stagno "stagionale" di "Pischina 'e Paule", che si forma grazie alle piogge primaverili. Inoltre, sono stati organizzati anche alcuni percorsi naturalistici, che, in taluni casi, consentono di arrivare fino ai luoghi di nidificazione del grifone. Si ricardano soprattutto gli itinerari noti come Sentiero del Cielo, Sentiero del Fiume e Sentiero del Bosco ( maggiori informazioni si possono ottenere dalla TACS snc). Infine, occorre ricordare il ricco calendario di delle manifestazioni religiose e folcloristiche sunesi. Ad agosto si festeggia la patrona Santa Maria ad Nives. I festeggiamenti cominciano il 28 luglio con la novena e si concludono il 5 agosto con gruppi folcloristici e musicali e manifestazioni di piazza. A maggio invece si festeggia San Pancrazio con la caratteristica corsa di cavalli durante la quale i cavalieri esibiscono le proprie doti acrobatiche. L'ultima domenica di giugno. ancora,  si celebra San Narciso. In questa occasione il comitato organizzatore offre a tutti i partecipanti un tradizionale pasto a base di bollito di pecora (la c.d. "pecora in cappotta") e buon vino locale. A settembre infine si svolgono i festeggiamenti in onore dei S.S. Cosma e Damiano. L'attrazione principale di questa festa sono i canti in latino che raccontano la vita e i miracoli dei due Santi. Tante altre informazioni sono ancora reperibili sul sito ufficiale del comune: www.comune.suni.nu.it 

Tinnura
Il picolo paese di Tinnura (poco più di 250 abitanti) sorge a soli 8 km da Bosa e, difatti, in quanto posizionato su un suggestivo altopiano, gode di una imparagonabile vista sul mare. Il paese è particolarmente noto in Sardegna per la produzione di cesti di asfodelo ed il suo territorio risulta essere stato popolato già in epoca preistorica. Non mancano quindi tracce di frequentazioni pre-nuragiche e nuragiche quali menhir, frammenti di selce e di ossidiana o ancora il complesso nuragico di Tres Bias (o Trobia: composto da un nuraghe a tholos, il villaggio prospicente), oppure ancora la tomba dei Giganti di "Su Crastu Covocadu" (letteralmente tradotta: "la pietra coperta") e che è una delle tombe più lunghe presenti in Sardegna. Ancora il paese di Tinnura si segnala per la fonte chiamata "Funtana e Giosso" (fontana di giù) che, fino a qualche decennio fa, veniva ancora utilizzata oltre che per l'approvvigionamento dell'acqua, anche e soprattutto per la macerazione dell'asfodelo. Il paese di Tinnura, ancora, annovera nel centro abitato opere come Murales, Piazze Monumentali (quella principale è chiamata"Piazza del sole" con al centro una fontana decorata con una scultura raffigurante una lavoratrice d'asfodelo), Fontane (particolarmente nota è la Fontana dello Zodiaco), Sculture realizzate da noti artisti sardi. Insomma, senza esagerare, Tinnura potrebbe essere definito un vero e proprio museo a cielo aperto.  Tante altre informazioni sono ancora reperibili sul sito ufficiale del comune: www.comune.tinnura.nu.it 
Modolo
 Modolo, immerso nella omonima valle cui ha dato il nome, sorge a pochi km da Bosa e nonostante ciò continua a mantenere la sua originaria e tradizionale vocazione agricola. Le sue campagne quindi sono colorate da ricchi e rigogliosi frutteti (Modolo è particolarmente noto per la produzione di ciliege), oliveti e vigne (non a caso è ricompreso nel percorso della strada della Malvasia di Bosa). Sebbene oggi conti poco meno di 200 abitanti per estensione territoriale è anche il più piccolo comune in Italia), il territorio di questo comune era abitato  già in 'epoca preistorica. Lo dimostrano le diverse aree archelogiche della zona  che testimoniano le tracce del passato. Si pensi ad esempio alle domus de janas di Silatari (o Silatteri) e di Coronedu, ai nuraghi di Albaganes (o Albadanis) e di Monte Nieddu, oltre che ai reperti di epoca fenicia e romana. Il territorio di Modol offre la possibilità di effettuare anche dei percorsi ecologici seppur non semplici e che richiedono l'ausilio di una guida del posto. Ad esempio nella zona de "S'Iscala e s'Arcu" si possono visitare alcune grotte carsiche con le loro tipiche stalattiti e stalagmiti. Riguardo ai monumenti di Modolo si possono citare la Chiesa Santa Croce situata al centro del paese risalente al XVII secolo; La Chiesa di Sant'Andrea Apostolo che sorge nella periferia sud del centro abitato e che venne ricostruita nel 1860 e che conserva alcune statue lignee risalenti al XVII secolo; il già citato Nuraghe Monte Nieddu che sorge sul monte che da nord sovrasta il paese; il Nuraghe Albadanis ed il suo villaggio nuragico che si trova a nord est sulla collina che ne porta il nome, il Nuraghe Cannedu sito sulla omonima collina che copre il versante orientale del paese.Tante altre informazioni sono ancora reperibili sul sito ufficiale del comune: www.comune.modolo.nu.it 
Flussìo
Centro di circa 500 abitanti, che rientra nel percorso della "Strada del vino Malvasia di Bosa", sorge ai margini dell'altopiano della sub-area geografica della Planargia che a sua volta domina la vallata di Modolo che si estende verso la costa occidentale della Sardegna. Il centro era già abitato sin dall'epoca nuragica come dimostrano le aree di interesse archeologico del nuraghe Mulciu e gli insediamenti di Caddaris, Morciu (o Murciu) e Giannas e Carcheras. Successivamente divenne, in epoca romana e fino a tutto il Medioevo, centro agricolo per la coltivazione di cereali. Attualmente, Flussìo è noto in tutta la Sardegna per la lavorazione di piante quali l'asfodelo per la produzione i cesti artigianali. Caratteristica del paese è quindi l'essicazione degli asfodeli che vengono stesi al sole, sin dalla stagione primaverile, lungo le strade del paese. anche i materiali che verranno utilizzati successivamente per produrre i vari cesti. Tante altre informazioni sono ancora reperibili sul sito ufficiale del comune: www.comune.flussio.nu.it 
Magomadas

La prima cosa che colpisce del paese di Magomadas è la vista panoramica di cui esso gode. Magomadas, infatti, sorge sulla cima di una piccola collina che lo pone in posizione privilegiata per la vista sul mare di Bosa e della valle di Modolo. Non lontano dal mare, il paesino offre al turista i vantaggi di un centro tranquillo e rilassante senza dover comunque rinunciare neppure, come detto, alla "vista mare".  Il suo nome è sicuramente di origine punica (significa "o città nuova"). I monumenti da segnalare  nel territorio di Magomadas sono: il Pozzo Sacro in Località Puttu ( trattasi di un tempio a pozzo di epoca nuragica); la Chiesa Parrocchiale di S. Giovanni Battista (di impianto gotico - catalano risalente ai primi decenni del XVII secolo), la Chiesa di Santa Croce ( risalente al XIV -XV secolo che è sede dell'omonima confraternita e al cui interno si trova una singolare statua lignea raffigurante il Cristo con gli arti superiori snodati); la Chiesa di S.Maria del Mare (che sorge nella frazione a mare di Magomadas e risalente al 1635 e anticamente nota con il nome di chiesa "de S'Istella"); il Nuraghe Sebe (raggiungibile dalla strada per Modolo appena fuori dal paese di Magomadas); la tomba dei giganti di Sant'Arvara. Infine non si possono dimenticare il Museo della Cultura Contadina ed il Museo locale del vino e Enoteca della Malvasia di Bosa (sito nel centro storico del paese, in un edificio del sec. XVI). Tante altre informazioni sono ancora reperibili sul sito ufficiale del comune: www.comune.magomadas.nu.it 

Tresnuraghes

Tresnuraghes sorge lungo la SS. 292, all'estremità Ovest della sub-regione della Planargia. Il suo territorio, grazie ad un clima mite e dolce che lo caratterizza per gran parte dell'anno, ben si presta  sia al pascolo che alla coltura dell'olivo e dei vigneti. Il centro è molto frequentato soprattutto nel periodo estivo ma ben si difende anche d'inverno considerato che il centro risulta essere una sorta di ibrido tra mare e montagna. Non lontano infatti dalla famosissima spiaggia di Porto Alabe, Tresnuraghes è sovrastato ad est dalle colline del Montiferru. Si trova a nord-est di Oristano da cui dista circa 11 km  sorge nei pressi del fiume Tirso. Il territorio di questo comune fu abitato fin dall'epoca nuragica, il che si comprende dai tre nuraghi che sorgono nei presi del centro abitato e da cui peraltro il paese prende il nome. Molto interessante da visitare è sia il centro storico cone le diverse. Per ricordarne qualcuna: La chiesa di Santa Croce, di San Giorgio,Santa Maria di Loreto,  Santa Vittoria, San Lorenzo, Santa Lucia, Santa Maria de S'Adde, San Nicolò, senza comunque dimenticare il santuario campestre di San Marco che sorge a circa 3 km dal paese. Si segnalano inoltre diverse aree archeologiche, poco valorizzate, in cui sarebbe possibile visitare ed ammirare domus de janas, ponti romani, nuraghi. Tante altre informazioni sono ancora reperibili sul sito ufficiale del comune: www.comune.tresnuraghes.or.it